mercoledì 6 maggio 2026 - 10:28
Studiosi sunniti, difesa dell’unità islamica e interessi nazionali / La preoccupazione cinquantennale del Leader martire per la formazione della «Umma unita»

L’Hojjatoleslam Mahdi Gholamali, segretario del Consiglio di programmazione delle scuole di scienze religiose sunnite del Paese, ha ribadito che «la formazione di una Umma islamica unita» è sempre stata una delle principali preoccupazioni del Leader martire della Rivoluzione Islamica.

Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Gholamali, accompagnato da alcuni collaboratori, ha visitato il Centro dei media e del cyberspazio dei seminari della Repubblica Islamica dell’Iran, incontrando l’Hojjatoleslam Reza Rostami e i dirigenti del centro. Nel corso dell’incontro ha citato un hadith del Messaggero di Dio (pace e benedizioni su di lui e sulla sua Famiglia): «Dio rallegri il servo che ascolta la mia parola, la comprenda pienamente e poi la trasmetta a chi non l’ha sentita».

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Immagini / Visita del segretario del Consiglio di programmazione delle scuole di scienze religiose sunnite all’Agenzia Hawzah News

Ha quindi sottolineato la necessità di coniugare accuratezza e tempestività nella diffusione delle notizie, senza compromettere la qualità dei contenuti: «La “prima narrazione” è ciò che i media ricercano, ma la fretta non deve tradursi nella diffusione di notizie errate».

Richiamando le parole del martire Imam Seyyed Ali Khamenei, ha ricordato: «Sono più di cinquant’anni che ho a cuore la formazione della Umma unita; da quando ero nella moschea Keramat di Mashhad fino a oggi». Anche negli ultimi incontri, il Leader martire ha insistito sul tema dell’unità.

Ha precisato poi che l’unità non si realizza per via amministrativa: «Serve una coesione reale per resistere al nemico comune. Oggi l’unità del mondo islamico è l’unica via per contrastare gli Stati Uniti». Ha inoltre osservato che, senza l’appoggio dei Paesi arabi agli Stati Uniti, i recenti conflitti non si sarebbero verificati.

L’Hojjatoleslam Gholamali ha evidenziato i sacrifici e il ruolo spesso trascurato degli studiosi sunniti in Iran nella difesa della Rivoluzione e dello Stato, invitando i media a darne maggiore risalto. Ha ricordato che circa dodici province del Paese ospitano comunità sunnite con numerosi studiosi attivi.

Ha osservato: «Gli studiosi sunniti, come quelli sciiti, condividono la preoccupazione per la religione, il Paese e le questioni del jihad, e hanno offerto contributi significativi durante la Difesa Sacra e in diversi ambiti».

Riferendosi ai primi anni della Rivoluzione, ha quindi ricordato il martirio di alcuni studiosi sunniti nel Kurdistan per mano del gruppo terroristico Komala: «Non accettarono di offendere l’Imam Khomeini e furono brutalmente assassinati».

Ha infine sottolineato che ancora oggi i sapienti sunniti continuano la loro attività nonostante minacce esterne, concludendo: «Ci aspettiamo che il Centro dei media dei seminari valorizzi maggiormente le capacità delle scuole e dei sapienti sunniti».

A cura di Mostafa Milani Amin

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